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Comunicato stampa

L’insidiosa trappola dei disturbi mentali in gravidanza e nel post-partum: un problema sottovalutato

10 ottobre 2016

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE, LA FONDAZIONE GIMBE DENUNCIA IL SOTTO-UTILIZZO DI UN’ADEGUATA VALUTAZIONE DELLA DONNA IN GRAVIDANZA E NEL POST PARTUM E DIFFONDE LA SINTESI ITALIANA DELLE LINEE GUIDA NICE PER SUPPORTARE LA DEFINIZIONE DI PERCORSI ASSISTENZIALI INTEGRATI TRA OSPEDALE, CURE PRIMARIE, CONSULTORI, SERVIZI DI SALUTE MENTALE E SERVIZI SOCIALI.

Nel corso della gravidanza o dopo il parto possono esordire o riacutizzarsi nella donna diversi disturbi psichiatrici: depressione, disturbi d’ansia, disturbi dell’alimentazione, disturbi da uso di alcol e droghe, oltre a gravi malattie mentali quali psicosi, disturbo bipolare, depressione severa. Senza dimenticare che le psicosi che insorgono dopo il parto si caratterizzano per l’esordio rapido e la particolare gravità.

«L’importanza di riconoscere i problemi di salute mentale durante la gravidanza e nel post partum – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è ampiamente sottovalutata per varie ragioni: scarsa sensibilizzazione dei professionisti sanitari, limitato coordinamento e assenza di percorsi integrati tra i vari servizi, mancanza di linee guida aggiornate».

Di conseguenza, per offrire un adeguato livello assistenziale in grado di identificare tempestivamente i disturbi psichiatrici gravi, riconoscere la loro rapida insorgenza e comprendere la loro natura, sono indispensabili interventi di formazione dei professionisti sanitari e percorsi assistenziali basati sulle migliori evidenze scientifiche e integrati tra i vari servizi (cure primarie, consultori, servizi per la maternità, salute mentale, servizi sociali, ospedale) al fine di offrire un accesso tempestivo alla valutazione specialistica.

«Le linee guida del NICE – continua il Presidente – disponibili in italiano grazie alla traduzione della Fondazione GIMBE, offrono un approccio sistematico e integrato alla prevenzione, diagnosi e trattamento dei problemi di salute mentale in gravidanza e nel post partum: utilizzo di strumenti internazionali validati per l’identificazione precoce dei sintomi, sviluppo di un piano di assistenza integrato, rischi e benefici delle differenti opzioni terapeutiche, in particolare raccomandando un minore utilizzo di psicofarmaci per alcuni disturbi (es. ansia o depressione di grado lieve o moderato) e sottolineando l’efficacia della psicoterapia».

Fondamentale il coinvolgimento attivo delle donne attraverso il processo decisionale condiviso: per migliorare la capacità di riconoscere il problema; per gestire le errate, ma comprensibili, preoccupazioni che rivelare la presenza di un disturbo mentale possa determinare la presa in carico del proprio figlio; per prevenire i rischi associati all’interruzione del trattamento con psicofarmaci (senza consulto medico) quando scoprono di essere gravide.

«Tutti i professionisti e i servizi coinvolti nell’assistenza a donne che desiderano, vivono o portano a termine una gravidanza – conclude Cartabellotta – dovrebbero tenere in considerazione queste linee guida per integrare le raccomandazioni in percorsi assistenziali integrati finalizzati a prevenire, diagnosticare e trattare con successo problemi di salute mentali anche gravi».

Le “Linee guida per la salute mentale della donna in gravidanza e dopo il parto” sono disponibili a: www.evidence.it/salute-mentale-gravidanza

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Contatti stampa

Roberto Luceri
ufficio.stampa@gimbe.org