Comunicato stampa
Linee Guida e responsabilità professionale: attenzione ai pazienti con patologie multiple
13 febbraio 2017
CON IL DDL SULLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE IN DIRITTURA DI ARRIVO, LA FONDAZIONE GIMBE SOTTOLINEA L’INDEROGABILE NECESSITÀ DI UN APPROCCIO ORIENTATO ALLA MULTIMORBIDITÀ: INFATTI, CONSIDERATO CHE LE PROVE DI EFFICACIA DEI TRATTAMENTI DERIVANO SOPRATTUTTO DA STUDI CONDOTTI SU POPOLAZIONI SELEZIONATE, LE LINEE GUIDA ELABORATE PER SINGOLE PATOLOGIE RISCHIANO DI DIVENTARE UN BOOMERANG, PERCHÉ RACCOMANDANO TERAPIE SPESSO NON INDICATE NEI PAZIENTI CON PATOLOGIE MULTIPLE
Approda oggi per l’approvazione finale alla Camera dei Deputati il DdL n. 2224 e connessi “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”, che all’art. 5 prevede che “Gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida”.
«Le linee guida – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – forniscono raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche e norme di buona pratica clinica per informare le decisioni di tutti i professionisti sanitari: tuttavia occorre tenere sempre ben presente che non si tratta di protocolli rigorosi da applicare in maniera indiscriminata, ma è necessario considerare sempre le caratteristiche cliniche del paziente individuale, oltre che le sue aspettative e preferenze».
Oggi la maggior parte dei pazienti con una patologia o condizione cronica è affetto da almeno un’ulteriore cronicità: la multimorbidità, di fatto la norma tra gli anziani, riduce la qualità di vita e aumenta mortalità, polifarmacoterapia, reazioni avverse a farmaci e accessi non programmati ai servizi sanitari. I pazienti affetti da patologie multiple rappresentano inoltre un’ardua sfida per i servizi sanitari, perché vengono spesso assistiti in maniera frammentata da vari professionisti attraverso diversi setting (cure primarie, specialistica ambulatoriali, ospedale, domicilio, etc.) con inevitabili problemi di coordinamento e comunicazione.
«Nei soggetti con multimorbidità – continua il Presidente – il bilancio tra rischi e benefici dei trattamenti è spesso incerto, visto che le prove di efficacia derivano per lo più da trial condotti su popolazioni selezionate, che tendono a escludere pazienti con patologie multiple. Di conseguenza, le linee guida elaborate per singole malattie raccomandano test diagnostici e trattamenti potenzialmente non indicati nei pazienti con multimorbidità, aumentando i rischi, peggiorando la qualità di vita e generando ingenti sprechi».
Considerata la necessità di riorganizzare l’assistenza sanitaria per i pazienti con patologie multiple, la Fondazione GIMBE ha realizzato la versione italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) per l’identificazione e il trattamento dei pazienti con multimorbidità.
«È inaccettabile – precisa Cartabellotta – costringere i pazienti con patologie multiple a rimbalzare tra vari specialisti, servizi e setting assistenziali: occorre abbandonare l’approccio basato sulla gestione della singola malattia in favore di quello orientato alla multimorbidità, indipendentemente dalla variabilità dei modelli organizzativi regionali e aziendali per gestire la cronicità».
L’approccio orientato alla multimorbidità richiede innanzitutto di definire le priorità della persona, di valutare l’impatto delle singole patologie, condizioni e terapie e di definire insieme al paziente un piano terapeutico personalizzato, riportando nella documentazione clinica le azioni da intraprendere: dall’individuazione del coordinatore del piano terapeutico all’introduzione, interruzione, sostituzione di farmaci e terapie non farmacologiche, dalla riorganizzazione dei controlli periodici all’identificazione precoce di variazioni dello stato di salute, dal follow-up per rivalutare il piano terapeutico condiviso alla valutazione di altri aspetti rilevanti per il paziente.
«In questo processo – conclude Cartabellotta – è molto importante condividere copia del piano terapeutico con il paziente e, previo consenso, con altri soggetti coinvolti nell’assistenza (professionisti sanitari, familiari, caregiver). Questa raccomandazione diventa fondamentale per la tutela medico-legale, perché alla maggior parte dei pazienti con patologie multiple le linee guida, anche se di elevata qualità, non sono applicabili e rischiano di trasformarsi in un boomerang».
La versione integrale delle linee guida è disponibile a: www.evidence.it/multimorbidita
