Comunicato stampa
Le intermediazioni dei privati rischiano di affondare il SSN
24 luglio 2013
LAMENTARE UN FINANZIAMENTO INADEGUATO, SENZA ESSERE PROPOSITIVI, FORNISCE UN ALIBI PER SMANTELLARE IL SSN, SPIANA LA STRADA ALL’INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA E ASSICURATIVA DEI PRIVATI E AUMENTA LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI.
È questo l’allarme lanciato dal dott. Nino Cartabellotta – Presidente della Fondazione GIMBE – per sottolineare l’urgenza di azioni concrete per sostenere un SSN equo e universalistico.
«Chi oggi spalleggia la non sostenibilità del SSN – precisa Cartabellotta – sa bene che il mercato della sanità è regolato dall’offerta di servizi e prestazioni sanitarie in grado, al tempo stesso, di modulare e soddisfare la domanda dei cittadini: da un lato inducendo i consumi e dall’altro attuando il razionamento implicito».
«Oggi che il tema della sostenibilità del SSN irrompe prepotentemente sulla scena – continua Cartabellotta – l’equilibrio offerta-domanda rischia di saltare a causa di strutture e servizi ipertrofici e di un livello di inappropriatezza di prestazioni che il finanziamento pubblico non è più in grado di mantenere. Questo circolo vizioso può essere spezzato solo attuando politiche sanitarie coerenti con una delle seguenti strategie:
- Aumentare il finanziamento del SSN. Nella realistica impossibilità di disporre di ulteriori risorse pubbliche, questo può essere ottenuto attraverso l’intermediazione finanziaria e assicurativa dei privati, che aumenta le diseguaglianze sociali, e/o mediante aumento dei ticket, misura troppo impopolare per essere attuata. In ogni caso, in assenza di adeguate strategie per prevenire inefficienze e sprechi, buona parte delle risorse aggiuntive rischierebbe di finanziare servizi e prestazioni inutili, determinando ulteriori sprechi.
- Effettuare tagli lineari. Riduzione dei posti letto, blocco delle assunzioni, riduzione delle tariffe di rimborso per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, soppressione di servizi: la strategia scelta sinora dalla politica, semplice da attuare, per la sua scarsa selettività rischia di privare un numero sempre più elevato di cittadini di servizi essenziali e appropriati.
- Eliminare gli sprechi. Attraverso il coinvolgimento di tutte le categorie di stakeholders, è possibile identificare e ridurre gli sprechi che aumentano i costi dell’assistenza, senza produrre alcun beneficio.
«Ma quest’ultima strategia – conclude Cartabellotta – può essere attuata solo se tutti i protagonisti della sanità, accantonando definitivamente gli interessi di categoria, si riallineano sul vero obiettivo del SSN: “promuovere, mantenere e recuperare la salute fisica e psichica della popolazione”».
La Fondazione GIMBE invita tutti a sottoscrivere il progetto Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale.
