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Comunicato stampa

Evidence-based Practice: dopo 25 anni ancora un tabù per la formazione universitaria

21 gennaio 2016

IN OCCASIONE DELLA TERZA EDIZIONE DEL BANDO PER IL CORSO “EVIDENCE-BASED PRACTICE”, LA FONDAZIONE GIMBE PUNTA IL DITO SULLE CARENZE FORMATIVE DEI GIOVANI PROFESSIONISTI SANITARI CHE CONTRIBUISCONO AD ALIMENTARE COMPORTAMENTI INAPPROPRIATI, GENERANDO SPRECHI PER IL SSN

Per il terzo anno consecutivo 30 laureati in Medicina e Chirurgia e Professioni Sanitarie e specializzandi under 32, provenienti da 17 regioni sono stati selezionati tra oltre 300 candidati per partecipare al corso di formazione Evidence-based Practice (Bologna, 20-21-22-23 gennaio 2016) grazie alle borse di studio interamente sostenute dalla Fondazione GIMBE. Il corso permetterà ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze indispensabili per il loro aggiornamento continuo, secondo quanto standardizzato dall’Evidence-based Practice core curriculum, certificato a livello europeo.

«Nessun professionista sanitario oggi può fare a meno di strumenti e competenze per ricercare e valutare criticamente le migliori evidenze scientifiche» afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE. «Purtroppo oggi il crescente sovraccarico dell’informazione biomedica rende estremamente complesso l’aggiornamento professionale, perché meno del 5% della letteratura pubblicata “merita” di essere realmente integrata nelle decisioni cliniche».

«Considerato che, ad eccezione di lodevoli eccezioni, metodi e strumenti dell’Evidence-based Practice non sono stati ancora introdotti formalmente nella formazione universitaria del medico e delle professioni sanitarie – continua il Presidente – la Fondazione GIMBE riconferma questa iniziativa che suscita un grande interesse tra i giovani professionisti sanitari italiani, che si trovano in un allarmante e ormai incolmabile ritardo rispetto ai colleghi europei».

Le borse di studio sono erogate nell’ambito del programma GIMBE4young con il quale la Fondazione GIMBE intende sensibilizzare i giovani professionisti sanitari sui gap tra l'attuale formazione di base e specialistica, gli obiettivi formativi previsti dal Programma Nazionale ECM e le competenze richieste dal SSN, dove un adeguato trasferimento delle evidenze alla pratica clinica è indispensabile per ridurre gli sprechi dovuti al sovra/sottoutilizzo di farmaci, test diagnostici e altri interventi sanitari.

«25 anni dopo la nascita dell’Evidence-based Medicine – conclude Cartabellotta – è inaccettabile che le Istituzioni continuino a trascurare l’irrinunciabile necessità di fornire alle nuove generazioni di professionisti sanitari strumenti e competenze per essere indipendenti nella gestione delle evidenze scientifiche ed acquisire un sano scetticismo sull’efficacia degli interventi sanitari, troppo spesso introdotti sul mercato sulla base di semplici “pubblicazioni” e non di evidenze di buona qualità».

Per ulteriori informazioni: www.gimbe4young.it

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Contatti stampa

Roberto Luceri
ufficio.stampa@gimbe.org